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Appartengono a questa categoria tutti i componenti vegetali che rafforzano i meccanismi fisiologici di adattamento dell'organismo. Tutte le piante quindi che, come il ginseng, aumentano la resistenza alla fatica, agli stress ambientali (caldo, freddo, umidità), agli stress psichici e migliorano le funzioni immunitarie. Contrariamente a quanto si crede, l'effetto di queste erbe non è evidente in maniera macroscopica, ma consiste nel mantenimento di un corretto equilibrio fisiologico. Non ci si
aspetti, quindi, di sentirsi più svegli-concentrati-attivi-forti ma, semmai, di non sentirsi più stanchidistratti- apatici-indeboliti. Eleutherococcus senticosus: noto anche come ginseng siberiano. Non appartiene alla famiglia del ginseng, anche se la parte utilizzata è la radice, ma é dotato di attività adattogena. In particolare aumenta il rendimento fisico e mentale, stimola la risposta immunitaria aspecifica (quella mediata dai linfociti) e possiede azione anabolica, cioè incrementa la sintesi di proteine e ormoni. Rhodiola rosea (Sedum roseum, gold root): pianta asiatica di cui si utilizzano le radici, unica della sua specie ad essere dotata di proprietà adattogene. Aumenta la durata dell'attenzione, la capacità di apprendimento e la memoria a lungo termine. Inoltre sembra incrementare i livelli cerebrali di serotonina, risollevando il tono dell'umore, riducendo la fame nervosa e migliorando la qualità del sonno. Possiede anche proprietà antiaritmiche e immunostimolanti. Pfaffia paniculata (Suma): il ginseng brasiliano, non appartiene alla famiglia del ginseng e non è un adattogeno, tuttavia in sud America è conosciuto come rimedio universale. Withania somnifera (Ashwagandha): il ginseng indiano, appartiene alla famiglia della pianta del pepe ma se ne utilizzano le radici e le foglie. È un tonico e un adattogeno, ma sembra avere anche proprietà antinfiammatorie, analgesiche, antibatteriche e antitumorali. (fonte:www.dica33.it) |